Da Monteverdi a Bach

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Da Monteverdi a Bach

Un assaggio dell’edizione 2024

Riaprono i battenti di Milano Arte Musica che, sabato 25 maggio presso la Basilica di Santa Maria della Passione, ospiterà il Coro dell’Università delle Arti di Zurigo, in una straordinaria anteprima della sua XVIII edizione. Con il programma Da Monteverdi a Bach, che alterna stili ed epoche diverse, il coro svizzero diretto da Markus Utz creerà un ponte fra passato e presente, facendoci scoprire la profonda relazione fra l’animo umano e il suo dialogo con il divino.

 

Johann Sebastian Bach
(1685 – 1750)

Komm, Gott Schöpfer, heiliger Geist, BWV 342

Claudio Monteverdi
(1567 – 1643)

dalla Missa a quattro voci da cappella, 1650
Kyrie I – Christe – Kyrie II

Jan Sandström
(1954)

Gloria
Sanctus

Claudio Monteverdi

dalla Missa a quattro voci da cappella, 1650
Benedictus

Johann Sebastian Bach

dalla Messa in Si minore, BWV 232
Agnus Dei

Heinrich Schütz
(1585 – 1672)

dai Salmi di Davide, 1619

Jauchzet dem Herrn (Salmo 100)
Wie lieblich sind deine Wohnungen (Salmo 84)

Willy Burkhard
(1900 – 1955)

dal Piccolo Salterio, 1950, Op. 82

Wie lieblich sind deine Wohnungen (Salmo 84)
Ich hebe meine Augen auf (Salmo 121)
Herr, mein Herz ist nicht hoffärtig (Salmo 131)
Singet dem Herrn ein neues Lied (Salmo 96)

Heinrich Schütz
(1567 – 1643)

dai Salmi di Davide, 1619
Singet dem Herrn ein neues Lied (Salmo 98)

sopraniAurélie Wolhauser, Maayan Baram, Melanie Weiss, Irina Laskavaya, Ruyu Cheng, Agnes Suszter
altiFlurina Ruoss, Salome Cavegn, Jonathan Kionke, Elisabeth Jehli, Alexandra Peica, Nathan Julius
tenoriDavid Ferreira, Francisco Santos, Kilian Brandscherdt, Jakob Wolfes, Stephan Schlögl
bassiMarkus Schmid, Lucas Lopez, Guilherme Roberto, Joao Martins
organoMarkus Schmid
direzioneMarkus Utz

Il programma eseguito dal Coro dell’Università delle Arti di Zurigo propone un’affascinante giustapposizione di musica antica e moderna, creando un ricco tessuto di contrasti testuali e musicali che includono vari usi dello spazio. Il tema dell’asse nord-sud dei compositori e le loro relazioni reciproche costituisce un filo conduttore importante dell’esperienza musicale.
I Salmi, tra le prime testimonianze della letteratura mondiale, rappresentano l’espressione dell’uomo che prega Dio. Dai lamenti agli inni di giubilo, i Salmi racchiudono tutte le emozioni e i pensieri umani: fede, dubbio, colpa, amore, lode, rabbia e approvazione.

 Claudio Monteverdi – Messa a quattro voci da Cappella

La Messa a quattro voci da Cappella di Claudio Monteverdi, pubblicata postuma nel 1650 in una raccolta di musica sacra, è una delle opere più suggestive del compositore. Nonostante la data esatta di composizione rimanga incerta, è possibile che Monteverdi l’abbia composta per una messa di Natale a San Marco, Venezia, dove era tenuto a comporre una messa annuale per la vigilia di Natale.

Jan Sandström – La Casa de la Madre y el Niño

Jan Sandström, musicista, compositore e insegnante svedese, è noto per il suo contributo significativo alla musica corale contemporanea scandinava. Il titolo “La Casa de la Madre y el Niño” del suo frammento di messa si riferisce a un orfanotrofio di Bogotá, dal quale Sandström ha adottato un bambino, aggiungendo una profondità emotiva e personale alla sua opera.

Heinrich Schütz – Opere corali sacre

Heinrich Schütz, allievo di Giovanni Gabrieli, è autore della prima opera corale sacra in lingua tedesca. Schütz integrò i testi completi dei Salmi con lo stile concertante policorale e strumentale, un’innovazione che non era ancora popolare in Germania all’inizio del XVII secolo, ma che trovò grande risonanza grazie alla sua abilità compositiva.

Willy Burkhard – Piccolo Salterio op. 82

Willy Burkhard è riconosciuto come uno dei compositori più pionieristici della musica svizzera del XX secolo. La sua raccolta “Piccolo Salterio” op. 82, composta nel 1950, si ispira al primo barocco tedesco. I mottetti inclusi nell’op. 82, intitolati “Kleiner Psalter”, rappresentano un esempio eccellente di musica sacra destinata all’uso liturgico. Burkhard adotta una moderazione nell’uso delle dissonanze, rimanendo fedele alla sua convinzione che il compositore debba scegliere soluzioni stilistiche che non impongano difficoltà eccessive ai cantanti, in linea con la prassi di Heinrich Schütz.

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